“Questione di feeling”… recitava il ritornello di una vecchia canzone:quello che da tempo è stato interrotto tra il direttore Faggiano ed il tecnico Raffaele proseguendo sulla scorta di compromessi che hanno involuto e snaturato la Salernitana. Raffaele al netto di continui cambi di modulo e di errori nella lettura delle partite, con pochi giocatori di categoria superiore è stato bravo a condurre la Salernitana a 3 punti da due formazioni top per la categoria. Di poi si è snaturato ed ha favorito senza freni le ingerenze del diesse inserendo da subito i nuovi acquisti in formazione base deflagrando lo spogliatoio e perdendo le redini del gruppo. Il diesse ha coperto le magagne della società sconfessando se stesso più volte nel dichiarare e variare gli obiettivi finali, finendo per rivoluzionare l’organico a Gennaio con 15 operazioni tra entrate ed uscite senza risolvere le lacune ataviche del gruppo. Raffaele per effettuare un campionato da avanguardia non era probabilmente il tecnico da scegliere cosi come il diesse granata non andava di istinto investito della carica sulla scorta di una pec inviata per conoscenza a patron Iervolino. Che ora ha l’ennesima bomba esplosa nello spogliatoio e pretende di condurre in porto la nave con il mare in tempesta per ragioni economiche e non solo. Alla fine sarà sempre colpa di diesse e tecnico se la Salernitana nonostante gli investimenti onerosi farà fatica a conservare il terzo posto. Ci sarà sempre una giustificazione alle magagne di vertice mentre i dipendenti continueranno a giocare al gatto e la volpe con calciatori liberi di sviscerare prestazioni indegne sul rettangolo verde. Niente di nuovo sotto il sole, la ripetizione ciclica degli eventi come da copione negli ultimi tre anni si ripete. E c’è ancora chi si meraviglia… del delitto perfetto.