È stato l’uomo ovunque di patron Iervolino. Il consulente finanziario, il responsabile del rientro economico dall’esposizione debitoria aggravatasi a seguito della retrocessione dalla A alla serie a B:una sorta di factotum in campo e sopratutto fuori a cui Iervolino ha delegato compiti e funzioni per la gestione della Salernitana. Ha fatto un po’ di tutto e di più Maurizio Milan, trovandosi a gestire qualcosa più grande di lui, finendo per interferire nelle vicende tecniche causando danni inenarrabili per vizio di competenza calcistica. Professionista esemplare nel proprio settore Milan è stato uno dei tanti uomini di mondo, non di calcio, collocato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Nei due anni di retrocessione consecutiva Milan ha pesantemente influenzato le scelte tecniche dei direttori sportivi finendo per interferire sull’operato di Petrachi, attivando tardivamente l’ennesima rivoluzione sulla scorta dei soliti ponti d’oro con la Gea ed il solito giro di procuratori che da anni, ormai, ha apposto la propria bandiera a Salerno. Dopo tre anni di disastri calcistici, Maurizio Milan è stato formalmente promosso a ruolo di Presidente della Salernitana, ma sostanzialmente Iervolino ha sottratto dalle vicende di campo il suo fido scudiero. Ed ora? Sembra che a fine stagione le strade si separino e, forse chissà, la scissione societaria preparata da Iervolino, dopo l’opera di liquidazione avviata da due anni da Milan, porterà a Giugno, all’ingresso di un altro socio che affianchi il proprietario che potrebbe tornare a rivestire i panni del presidente, si spera, finalmente, presente. Milan insomma potrebbe essere ai saluti:Salerno, tutta, se ne farà una ragione non sentendone affatto la mancanza.