Ritorno al passato: la Salernitana decide di non decidere. Negli ultimi tre anni la Salernitana ha avuto sempre una coerenza di fondo nell’essere in grado di non risolvere i problemi alla fonte. Come prima più di prima: tre anni fa Sousa e De Sanctis cominciarono a litigare en plen-eir dinnanzi al pubblico nel corso del romitaggio estivo negli spogliato, ieri pomeriggio nel ventre del Simonetta Lamberti si è verificata la medesima scena con Faggiano e Raffaele. Tecnico sfiduciato e non contento del mercato da una parte, direttore sportivo a tutela dei propri calciatori dall’altra:in mezzo uno spogliatoio spaccato con calciatori che remano da una parte e dall’altra senza alcun freno: Lescano che esce insoddisfatto dal campo, Tascone che subentra in campo come se non avesse mai calcato un rettangolo verde. Tutti segnali inequivocabili di una rottura insanabile all’interno del gruppo a cui la società non è stata in grado di porre un freno rimandando la questione tecnica e costringendo le parti a vivere da divorziati sotto lo stesso tetto. Eppure ci sarebbe una posizione play-off da salvaguardare ed un campionato da onorare. Tutto passa in secondo piano rispetto alle guerre clandestine interne volte a far valere le proprie ragioni: Faggiano a tutelare i giocatori di propria fiducia da un lato, Raffaele a far valere i punti sul campo conquistati al netto di un calciomercato ritenuto non all’altezza. Nel mezzo i tifosi della Salernitana costretti a vivere il medesimo film comico che non fa ridere più nessuno… perché per questa società perseverare nei medesimi errori non è diabolico ma semplicemente la regola…
