L’amaro in bocca lasciò lo spareggio play-off al termine della tormentata stagione di C1 2010/11. Dal sogno del ritorno in B alla ripartenza in serie D con il Salerno Calcio. Una società ormai allo sbando guidata da Antonio Lombardi, e per il breve interregno di Joseph Cala, cullò il sogno di una insperata promozione in cadetteria.
La squadra granata diretta da Roberto Breda prima eliminò l’Alessandria di Maurizio Sarri non senza qualche patema. All’Arechi, il 29 maggio 2011, fu un 1-1 con ospiti in vantaggio con Martini al 35’ della prima frazione di gara. Il pari nella ripresa, al 21’, con il brasiliano Fabinho che accendeva una fiammella di speranza. Che sembrava spegnersi al Moccagatta il 5 giugno. Padroni di casa in vantaggio al 16’ della ripresa con il solito Martini, poi la metamorfosi. Al 21’ pareggia Carrus su rigore che si propone con una doppietta sei minuti più tardi. Poi, a tempo scaduto, al 48’, chiude il conto Fabinho.
Si spera nella finale con il Verona e sul migliore piazzamento che porta i granata a giocare la gara di ritorno all’Arechi. Non sarà così. A Verona il 12 giugno gli scaligeri fanno 2-0 grazie a due penalty, al 18’ del primo tempo e al 23’ della ripresa, a firma di Ferrari non senza qualche recriminazione sulla direzione di gara del signor Di Bello di Brindisi. La formazione scaligera diretta da Mandorlini regge all’Arechi il 19 giugno riuscendo a perdere solo di misura, rete di Carrus su rigore al 46’ del primo tempo. E non senza qualche recriminazione sulla direzione di gara del signor Di Paolo della sezione di Avezzano.
Il Verona approda in cadetteria mentre la Salernitana si appresta al secondo fallimento nella sua storia.
