foto Guglielmo Gambardella

La Salernitana avanza, soffre, resiste e continua il suo cammino nei playoff. Il pareggio contro la Casertana ha consegnato ai granata il passaggio del turno, ma ha lasciato anche indicazioni importanti sul piano caratteriale. Tra le voci più lucide del dopo gara c’è quella di Eddy Cabianca, protagonista di una prestazione di sacrificio e attenzione, capace di leggere con maturità le difficoltà vissute nel doppio confronto.

L’esterno granata, intervenuto ai microfoni di Lira Tv, ha analizzato con grande realismo una sfida tutt’altro che semplice: «Il secondo tempo giocato a Caserta ci aveva creato più di un problema, ma ci è servito anche per capire dove avevamo sbagliato in quei venti minuti. Volevamo vincere anche all’Arechi, non ci siamo riusciti, però l’intenzione della squadra era quella di chiudere il discorso con un altro successo».

Una Salernitana che, dopo il gol della Casertana, ha attraversato inevitabilmente qualche minuto di tensione. Il vantaggio conquistato all’andata, improvvisamente, non sembrava più così largo. Ma proprio in quel momento è emersa la tenuta mentale del gruppo. Cabianca lo ha spiegato senza giri di parole: «Dopo la loro rete un po’ di paura c’è stata, sarebbe inutile negarlo. Però siamo rimasti dentro la partita con l’atteggiamento giusto. Il gol di Achik ci ha ridato serenità, è stata una liberazione per tutti».

Il pareggio dell’attaccante marocchino ha cambiato il clima dell’Arechi, riportando entusiasmo sugli spalti e sicurezza in campo. Una rete pesante, arrivata nel momento più delicato, che ha messo al sicuro la qualificazione e ha permesso alla Salernitana di respirare dopo una gara vissuta sul filo.

Cabianca ha poi riconosciuto con sportività il valore dell’avversario: «La Casertana è stata sicuramente la squadra più difficile che abbiamo affrontato fino a questo momento. Ci ha messo in difficoltà, ha dimostrato compattezza e qualità, ma alla fine siamo riusciti a superare il turno. Ora aspettiamo di conoscere chi troveremo davanti».

Nel percorso playoff, però, il singolo non basta. Serve una squadra lunga, compatta, pronta a dare risposte in ogni momento della partita. È uno dei concetti su cui il classe 2003 ha insistito maggiormente: «L’atteggiamento di chi parte dall’inizio e di chi entra dalla panchina è fondamentale. In queste gare contano tutti. La squadra sta facendo tanto e il gruppo è stato decisivo per arrivare fin qui».

Parole che raccontano bene la nuova identità granata: meno apparenza, più sostanza; meno frenesia, più compattezza. La Salernitana non sempre brilla, ma ha imparato a restare aggrappata alle partite, anche quando il vento gira contro. E nei playoff questa qualità può pesare quanto una giocata tecnica.

Un altro fattore, per Cabianca, è il pubblico. L’Arechi ha spinto la squadra nei momenti più complessi e l’esterno granata non ha nascosto quanto il sostegno dei tifosi possa incidere: «La nostra gente è davvero un uomo in più. Speriamo che possa seguirci sempre, sia in casa che in trasferta. Con un supporto così possiamo provare a fare risultato ovunque».

Lo sguardo, inevitabilmente, si sposta adesso sul prossimo turno e su un obiettivo che in casa granata non viene più nascosto. Cabianca mantiene equilibrio, ma lascia trasparire fiducia: «Possiamo sognare la semifinale e possiamo arrivare fino in fondo. Saranno decisivi l’atteggiamento e tutto quello che abbiamo costruito nelle ultime partite. Non ho preferenze sull’avversario: possiamo giocarcela con tutti».

La Salernitana riparte da qui: dalla sofferenza trasformata in forza, dal gol di Achik, dalle parate di Donnarumma, dal lavoro di un gruppo che sta crescendo dentro le difficoltà. Cabianca non promette imprese, ma indica una strada precisa. Nei playoff conta chi resta in piedi nei momenti duri. E questa Salernitana, almeno finora, ha dimostrato di saperlo fare.