Il Ravenna arriva alla doppia sfida contro la Salernitana attraversando probabilmente il momento più positivo della sua stagione. I numeri parlano chiaro: i romagnoli si presentano ai playoff forti di cinque successi consecutivi in campionato e hanno confermato il loro ottimo stato di forma anche nel confronto con il Cittadella, ribaltando il risultato per ben due volte nei centottanta minuti della sfida. Particolarmente significativa la gara disputata al “Tombolato”, dove i giallorossi, dopo essere andati sotto di due gol, sono riusciti a reagire sfiorando addirittura il 2-3 nei minuti finali. Un segnale evidente della condizione fisica e mentale della squadra, composta da giocatori di esperienza, qualità e grande struttura atletica.
Nel corso della stagione, però, il Ravenna ha cambiato profondamente identità tecnica passando dalla gestione di Marchionni a quella di Mandorlini. Con il primo la squadra proponeva un calcio maggiormente offensivo, basato sul possesso e sulla qualità delle giocate; con l’arrivo dell’ex allenatore del Verona, invece, i giallorossi hanno assunto un approccio più pratico e concreto. Maggiore attenzione agli equilibri tattici, intensità elevata e lavoro sulle seconde palle hanno preso il posto della ricerca estetica della manovra. Una trasformazione che ha portato risultati concreti e che ha permesso al Ravenna di arrivare ai playoff nel momento di massima maturazione della stagione. E proprio Mandorlini sarà inevitabilmente uno dei protagonisti più discussi del doppio confronto.
