Trentadue anni fa veniva a mancare improvvisamente Agostino Di Bartolomei.
Un campione di calcio e di vita che fece di Salerno e la Salernitana la sua ultima tappa di una carriera a dir poco gloriosa. Fu una scelta di vita quella che sorprese tutti quando dal Cesena, ultima tappa in massima serie dopo le vittorie con Roma e Milan, decise di vestire il granata della Salernitana in serie C. Una scelta che pochi compresero finanche a Salerno quando, al primo anno in granata, trovò qualcuno che aveva deciso di distruggere il mito di un campione immacolato dentro e fuori come Agostino Di Bartolomei. Nessuna polemica, nessuna parola fuori posto con la rivincita, e che rivincita, l0anno successivo. La giusta fascia di capitano al braccio sinistro per trascinare la Salernitana al ritorno in cadetteria dopo un’attesa di 24 anni. E la sua ultima gara in carriera il 3 giugno 1990, giorno della matematica promozione in B contro il Taranto e, guarda caso, ultimo giorno di una gara ufficiale del Vestuti di piazza Casalbore. Poi il calcio, quello che lui aveva onorato per anni, lo dimenticò quasi.
Un grande professionista ma anche un grande uomo. Quello che oggi manca a questo calcio moderno.
E allora il saluto di Vocesport.it a un campione indimenticabile è quello che i tifosi tributarono trentadue anni fa all’Olimpico nei play-off promozione contro la Lodigiani: “Semplicemente, guidaci ancora Ago !”
