Alla vigilia della sfida mondiale che vedrà il suo Capo Verde opposto all’Argentina, Jovane Cabral ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ripercorrendo alcuni passaggi importanti della sua carriera e raccontando il legame rimasto forte con l’Italia, dove ha vestito le maglie di Lazio e Salernitana.

Proprio l’esperienza in granata, nonostante la retrocessione, è quella che Cabral ricorda con maggiore intensità: “Salerno è una piazza magnifica: il lungomare, l’Arechi, i tifosi, le brioche con il gelato. Purtroppo, in quell’anno retrocedemmo in Serie B. Non fu una stagione semplice, cambiando quattro allenatori”.

Ora, però, lo sguardo è tutto rivolto alla sfida con l’Argentina e al confronto con Lionel Messi. “Sarà un onore affrontarlo. Cercheremo di fare il massimo”, ha dichiarato l’ex attaccante. Poi una riflessione sul percorso straordinario della nazionale capoverdiana: “Il miracolo Capo Verde? In una parola: unione. Siamo come fratelli. Fino a qualche anno fa non riuscivamo nemmeno a disputare le amichevoli”.

Cabral ha infine legato questo momento alla propria storia personale: “Penso alla mia famiglia e alla mia isola, dove sono nato e cresciuto. Fino a 15 anni ho giocato nel Gremio de Nhagar, un piccolo club, poi sono partito per Lisbona”.