foto Guglielmo Gambardella

 Peggio di così era difficile cominciare. La Salernitana inaugura la stagione 2026/2027 con una sconfitta che fa rumore e che all’Arechi assume i contorni di una vera figuraccia: la Scafatese vince 2-1, conquista il derby e soprattutto elimina i granata dalla Coppa Italia Serie C. Palmieri e Dambros costruiscono il doppio vantaggio nel primo tempo, Achik prova a riaprire tutto nella ripresa, ma il forcing finale non evita una serata amarissima alla squadra di Serse Cosmi.

Una sconfitta resa ancora più pesante dal valore storico della sfida. Salernitana e Scafatese non si affrontavano in una competizione ufficiale dal 9 marzo 1947, quando i granata si imposero 1-0 a Scafati nel campionato di Serie B. Sono trascorsi oltre 79 anni, praticamente otto decenni. Nella gara d’andata di quella stessa stagione, disputata a Salerno, la Salernitana aveva vinto 3-0. Stavolta la storia si è capovolta e a festeggiare sono i canarini.

Il primo tempo: la Salernitana parte, la Scafatese colpisce due volte

L’avvio sembra promettente per i granata. Achik prova subito ad accendersi, poi Djibril trova la conclusione dopo un’iniziativa di Llano. Al 9’ Tascone riesce anche a mandare il pallone in rete, ma tutto viene vanificato dalla posizione irregolare dello stesso Llano. Tre minuti più tardi Achik impegna Becchi direttamente su calcio di punizione, mentre al 13’ arriva la più grande occasione della Salernitana: sugli sviluppi di un corner Heinz prolunga e Lescano, da pochissimi passi, manda incredibilmente alto.

È il momento che cambia la partita. La Scafatese comprende di poter far male e al 18’, alla prima vera accelerazione, passa: Galeotti è bravissimo inizialmente su Dambros, ma sulla seconda palla Palmieri trova la conclusione vincente e porta avanti i canarini. Dieci minuti dopo arriva addirittura il raddoppio. Palmieri affonda sulla corsia e mette un pallone basso nel cuore dell’area, Dambros anticipa una difesa granata troppo immobile e in scivolata firma lo 0-2.

La reazione della Salernitana è confusa. Villa calcia alto, Tascone prova dalla distanza e costringe Becchi alla deviazione, mentre dall’altra parte Volpicelli sfiora il tris con un pallonetto sul quale Galeotti deve intervenire. Si va negli spogliatoi con la Scafatese meritatamente avanti e con una Salernitana lenta nella circolazione, vulnerabile dietro e incapace di trasformare il possesso in autentica pericolosità.

Secondo tempo: Achik riaccende l’Arechi, ma il palo spegne la rimonta

Cosmi prova immediatamente a cambiare qualcosa inserendo Anastasio per Villa. Proprio il nuovo entrato, al 3’, mette un rasoterra invitante sul quale Lescano arriva in allungo senza trovare la porta. Entrano poi Boncori per Djibril, mentre la Scafatese modifica praticamente l’intero reparto offensivo con Convitto, Ortisi e Molinaro. Achik prova a scuotere i suoi su punizione, Becchi controlla senza difficoltà.

Al 28’ la Salernitana riesce finalmente a riaprire il derby. Achik raccoglie il pallone da posizione defilata e trova l’angolo basso, riportando i granata sull’1-2. Cosmi inserisce anche Cardoni e la squadra prova a riversarsi in avanti. Boncori tenta il controbalzo dal centro dell’area, ma Becchi blocca. Nel finale la tensione sale: al 41’ una situazione concitata provoca un parapiglia e costa il rosso a Tascone e Manzi.

L’ultima, enorme possibilità arriva al 48’: Cardoni serve Achik, che cerca il secondo palo con una conclusione a giro. Il pallone si stampa sul legno. È l’ultimo sussulto. Dopo sei minuti di recupero arriva il triplice fischio: la Scafatese festeggia qualificazione e derby, la Salernitana lascia la Coppa al primo ostacolo.

Adesso basta illusioni: questa Salernitana va rinforzata

Una partita ad agosto non può emettere una sentenza definitiva su un’intera stagione, ma può mostrare problemi che sarebbe irresponsabile ignorare. E questa Salernitana, oggi, non ha dato l’immagine di una squadra costruita per conquistare la Serie B. È un giudizio severo, ma ce ne assumiamo pienamente la responsabilità: allo stato attuale parlare di promozione appare fuori luogo e persino immaginare una formazione già attrezzata per i playoff sarebbe un esercizio di ottimismo difficilmente sostenibile dopo quanto visto all’Arechi.

La rosa ha bisogno di qualità, personalità, alternative e calciatori capaci di spostare realmente gli equilibri della Serie C. Se il mercato restasse quello fotografato oggi, l’obiettivo realistico sarebbe innanzitutto costruire una stagione tranquilla e mantenere la categoria, non alimentare promesse di vertice. Ai tifosi non servono slogan né illusioni: servono fatti.

Ed è qui che entrano inevitabilmente le responsabilità della proprietà. Danilo Iervolino, ancora al vertice del club, insieme alla dirigenza deve dare risposte concrete sul mercato. La piazza di Salerno ha già dimostrato quanto pretende ma, soprattutto, quanto è capace di dare. Non si può chiedere entusiasmo senza consegnare a Cosmi una squadra all’altezza delle ambizioni dichiarate. La sconfitta contro la Scafatese non compromette il campionato, che deve ancora cominciare, ma manda un messaggio chiarissimo: questa Salernitana, così com’è, non basta.

TABELLINO

SALERNITANA-SCAFATESE 1-2

SALERNITANA (3-4-2-1): Galeotti; Heinz (51’ st Di Vico), Matino, Zoia (38’ st Cardoni); Llano, Tascone, Gyabuaa, Villa (1’ st Anastasio); Achik, Djibril (8’ st Boncori); Lescano.
A disposizione: Cevers, Cataldo, Mastrovito, Russo, Sorbino, Nastri, Vuillermoz.
Allenatore: Serse Cosmi.

SCAFATESE (4-3-3): Becchi; Novella (35’ st Guerra), Suhs, Manzi, Baldan; Proia, Scognamiglio, Esposito (22’ st De Chiara); Volpicelli (13’ st Molinaro), Dambros (13’ st Ortisi), Palmieri (13’ st Convitto).
A disposizione: Forte, Maggio, Faiello, Altobello, Brunet, Terribili, De Michele, Esposito.
Allenatore: Giovanni Ferraro.

ARBITRO: Colelli di Ostia Lido. Assistenti Mongelli e Giordano. IV uomo Liotta.
RETI: 18’ pt Palmieri (Sc), 28’ pt Dambros (Sc), 28’ st Achik (Sa).
AMMONITI: Esposito (Sc); Heinz, Achik, Cardoni (Sa).
ESPULSI: 41’ st Tascone (Sa) e Manzi (Sc).
ANGOLI: 10-3.
RECUPERO: 3’ pt, 6’ st.
NOTE: serata caratterizzata dalle alte temperature, con cooling break nel corso dei due tempi. Longobardi in tribuna dopo un affaticamento accusato nella rifinitura. Prima del calcio d’inizio osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Livio Berruti.