Nonostante il via libera della Conferenza dei servizi per i permessi del “campo alternativo” al Volpe, l’Arus (Agenzia regionale per lo sport) ha certificato che i 139 milioni di euro necessari per la riqualificazione dei due impianti sportivi sono attualmente congelati. L’erogazione è infatti bloccata dalle rigide norme dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato. Il progetto – come riporta, anche in apertura della prima pagina, il quotidiano “La Città” oggi in edicola – finisce nell’ennesimostallo.
I fondi sono bloccati perché manca un rigoroso Piano Economico-Finanziario (PEF) richiesto dall’Articolo 55 del Regolamento UE 651/2014, che vieta gli aiuti di Stato capaci di falsare la concorrenza comunitaria.
I 139 milioni – già dirottati sui Fondi di Sviluppo e Coesione dopo una prima bocciatura dei fondi Fesr – non possono essere erogati senza dimostrare il cosiddetto funding gap (cuneo finanziario).
In sintesi, l’importo pubblico non deve superare la differenza tra i costi di costruzione/gestione dell’impianto e l’utile operativo che esso genererà nel tempo (tramite biglietti, sponsor, affitti di locali). Senza attestare matematicamente questa proporzionalità, finanziare i due stadi rischia di configurarsi come illecito aiuto di Stato, passibile di sanzioni.
Né l’Arus né il Comune di Salerno possiedono le competenze interne per redigere il PEF richiesto, costringendo l’ente a un affidamento diretto d’emergenza da 125mila euro alla Milan Ingegneria.
Se l’incartamento non verrà sbloccato a breve, il rischio concreto è l’innesco di rovinosi contenziosi con le ditte appaltatrici, un ritardo che allontanerebbe inesorabilmente il sogno di ospitare a Salerno le partite del campionato europeo Euro 2032.
