La trasferta del Salernitana a Potenza contro il Sorrento si è chiusa con un successo esterno per 2-0, risultato che conferma la solidità e l’organizzazione tattica della squadra granata. La Salernitana ha confermato il 3-5-2 ma in veste dinamica, con sistema con tre difensori centrali e due esterni a tutta fascia, capace di passare rapidamente da una struttura di possessione ancorata alla mediana a una interpretabile come 3-4-3 nella transizione offensiva. Importante è stato l’inserimento dal primo minuto dei neo arrivati Gyabuaa e Lescano. L’uso di due punte permette di allargare il gioco e creare superiorità negli ultimi 30 metri, soprattutto sulle verticalizzazioni. Il Sorrento, dal canto suo, ha adottato un modulo speculare ma con principi più accorti, mirando a compattare gli spazi centrali per limitare l’influenza delle mezzali granata e sfruttare la verticalizzazione palla lunga. La fase difensiva dei granata vede una squadra molto aggressiva, esercitando un pressing alto e linee compatte: infatti, la Salernitana ha impostato il pressing a partire dalla prima linea difensiva, costringendo il Sorrento ad allungare i possessi. Le due punte hanno fatto densità sugli sbocchi centrali avversari, costringendo gli esterni difensivi rossoneri a scelte affrettate. Inoltre, grazie ad un recupero palla rapido, le rotazioni di centrocampo hanno garantito copertura di linea, permettendo di intercettare il gioco avversario e riciclare velocemente la transizione offensiva.
Nelle transizioni offensive invece, la salernitana esegue un giropalla in ampiezza fluido con sbocchi in verticale, con i due attaccanti che si sono mossi costantemente per creare linee di passaggio tra i difensori centrali e i laterali avversari. Villa ha trovato il gol sfruttando un perfetto movimento di rifinitura, segnando su assist di Lescano, e mostrando come le sovrapposizioni dei centrocampisti siano state decisive. Nelle transizioni rapide, dopo il recupero palla, la squadra di Raffaele si è convertita rapidamente in attacco, trovando spazi alle spalle della linea difensiva del Sorrento.
Le chiavi tattiche della vittoria sono state organizzazione e adattabilità, ovvero la capacità della Salernitana di mantenere le linee strette in difesa e verticalizzare in maniera rapida ha annullato il potenziale equilibrio tattico del Sorrento. Grazie a una pressione sincronizzata, la squadra granata ha lavorato come blocco, con i centrocampisti pronti a supportare le punte nel pressing alto. Con lo sfruttamento degli spazi alle spalle della difesa, attraverso movimenti coordinati, la Salernitana ha costretto la squadra avversaria a spostarsi lateralmente, liberando corridoi centrali per gli inserimenti offensivi.
Antonio Scafuri
