foto Guglielmo Gambardella
Il calcio è materia complessa che non si insegna ma puo’ essere capita ed appresa con le sentenze del campo. Negli anni addietro patron Iervolino ha avuto una sola continuità gestionale: scegliere sulla scorta dei consiglieri e dei propri amici fidati, conferendo pieni poteri a Maurizio Milan, senza tutelare il lavoro dei propri dirigenti per l’unico elemento di continuità societario: la discontinuità e mancanza di una programmazione. In fondo quello che e’ sempre mancato alla proprietà e’ un progetto tecnico che derogasse dal continuo big bang, alternando le varie figure societarie senza mai risolvere il problema alla base. Ed ora? Al netto del desiderio rimasto insoddisfatto di lasciare la Salernitana, in assenza di offerte ritenute congrue (il costo gestionale della Salernitana di fatto scoraggia qualsiasi imprenditore), Iervolino si trova costretto a ripartire senza derogare dal passato. Ed allora si agisce in relazione all’opinione pubblica: fu cosi’ che venne richiamato Sabatini con la Salernitana protesa alla serie B o esonerato Martusciello reo di non aver valorizzato una squadra “da play off”. Tutto ed il contrario di tutto senza una bozza di progetto tecnico che venga costruito senza per forza investire cifre folli. Brescia ed Ascoli, ma non solo hanno dimostrato che con un giusto mix di giocatori (bravi al di la’ dell’eta’) guidati da allenatori all’avanguardia, in lega pro si possa provare a competere fino alla fine per la prima posizione o per la preminenza nella lotteria dei play off. Progetto che non sta a significare riuscita ma certezza di un modello di calcio che senza il big bang costante, il fare e disfare per accontentare la piazza, porta nel tempo a lasciare che le stagioni e gli errori passati abbiano un senso per la programmazione del futuro. Ed ora? Dopo il silenzio che fa rumore a seguito della sconfitta del Rigamonti, la montagna avrebbe(con Iervolino il condizionale e’ d’obbligo) partorito il classico topolino: conferma di Cosmi e Faggiano per “tutelare” una squadra che andrebbe solo rafforzata (sentito il parere nazionale popolare) per poi competere per la vittoria del campionato. Quella stessa che, invero, l’opinione pubblica aveva qualificato come all’altezza del Benevento dopo due anni di brutte figure accumulate sui vari campi d’italia. Insomma e’ bastato far trapelare la notizia di una conferma di Cosmi e Faggiano per accaparrarsi i favori della piazza e continuare a vivachiare, mantenendo sempre lo stesso modus operandi del passato e le medesime figurine di sostegno. Alla fine, in caso di ennesimo fallimento, sara’ stata accontenta la piazza… per la piu’classica delle scriminanti fornita sul piatto d’oro dalla sedicente opinione pubblica “amante” dei granata…
