Un circo, una pantomima, la sagra del “quando i bambini fanno oh oh”: questa è la Salernitana di Danilo Iervolino. Un disastro gestionale, economico e fallimentare. Il luogo del tutto contro tutti: diesse che rivendica scelte diverse rispetto alla conduzione tecnica per salvare il proprio orticello. Tecnico sfiduciato che sfoga su giornalisti e pubblico la propria inerzia ed accettazione di una squadra depotenziata. Amministratore delegato dedito a comunicati di richiamata all’ordine ed al rispetto dei ruoli al fine di far valere la propria presa di posizione nei confronti del diesse pronto a tutto per silurare il tecnico. Nel mezzo i tifosi, la Salernitana ed I giocatori aventi a proprio a favore una serie illimitata di giustificazioni per non fare ricadere su di essi un -11 glaciale sulla prima posizione. Appena un anno fa, al medesimo numero di partite disputate la Salernitana vantava un più due di vantaggio sul Benevento che, a seguito di una vittoria, cambiava guida tecnica passando da Auteri a Floro Flores. Ad oggi, la Salernitana a -11 dalla vetta gioca a nascondino e decide di non decidere o meglio, indirettamente, dimostra con i fatti di non aver puntato, per il secondo anno di fila, alla vittoria del campionato. Ed allora spazio all’ennesimo teatrino ed alla girandola dei capri espiatori. Fino a Picerno la colpa sarà di Cosmi, poi toccherà a Faggiano prima dell’ennesima rivoluzione. Un circo a tutti gli effetti che tuttavia non fa ridere più nessuno.
