foto Guglielmo Gambardella
La Salernitana cambia allenatore, ma non riesce a invertire la rotta. All’Arechi il Savoia impone l’1-1, evidenziando tutti i limiti di una formazione fragile, disorganizzata e povera di idee. Meola firma il vantaggio ospite, Lescano evita la sconfitta trasformando il rigore conquistato da Longobardi. Llano è tra i pochi a convincere, Heinz offre segnali incoraggianti. Affondano Vitale e Anastasio, deludono Achik e Villa. Per Vito Di Bari un debutto che impone riflessioni profonde.
PAGELLE SALERNITANA
GALEOTTI 4,5 – Incerto nelle uscite e poco convincente nella gestione del pallone. Il palo lo salva sul pallonetto di Nepi, mentre una leggerezza rischia di favorire Meola. Attento su Martina, ma la respinta sul tiro di Yeboah consegna agli ospiti il vantaggio. Responsabilità pesanti.
LLANO 6,5 – Il più continuo dei granata. Spinge con personalità sulla destra, cerca ripetutamente il fondo e accompagna l’azione con generosità. Interessante il suggerimento per D’Ursi. Qualche disattenzione difensiva non compromette una prestazione complessivamente positiva.
CELIENTO 5 – Fatica a governare la linea arretrata e soffre la rapidità degli avversari. La difesa perde progressivamente metri, lasciando scoperti gli spazi centrali. Yeboah lo sorprende in profondità. Poco reattivo nelle letture decisive.
HEINZ 6 – Rientro incoraggiante dopo una lunga inattività. Parte con qualche esitazione, rischiando su Nepi, poi ritrova sicurezza e aggressività. Buona presenza nei contrasti e discreta attenzione nelle marcature. Una delle poche risposte positive.
Dal 67′ (22′ st) CAPUANO 6 – Garantisce esperienza e maggiore solidità nei duelli. Contiene con discreta efficacia la fisicità di Yeboah.
ANASTASIO 4 – Prestazione disastrosa. Perde palloni pericolosi, sbaglia sistematicamente i tempi d’intervento e soffre le iniziative sulla propria corsia. Meola ne sfrutta le incertezze, mentre l’ammonizione completa una giornata da dimenticare. Totalmente insufficiente.
Dal 46′ (1′ st) CARDONI 5 – Ingresso complicato, con qualche errore nell’uno contro uno. Cresce leggermente alla distanza, senza incidere concretamente.
VILLA 4,5 – Spaesato nella posizione iniziale sulla destra, fatica a interpretare i movimenti richiesti. Si accentra frequentemente senza offrire soluzioni efficaci. Nemmeno il passaggio a sinistra restituisce incisività. Prestazione confusa e tecnicamente modesta.
VITALE 4 – Il centrocampo diventa terreno di conquista degli avversari. Riccardi lo supera ripetutamente, mentre contrasti persi e palloni gestiti male ne compromettono il rendimento. Non protegge la difesa e non costruisce gioco. Una prestazione gravemente insufficiente.
Dal 67′ (22′ st) GYABUAA 4,5 – Doveva aumentare intensità e qualità, aggiunge invece errori e disattenzioni. Apporto decisamente insufficiente.
TASCONE 4,5 – Sovrastato dal dinamismo della mediana oplontina. Sbaglia diverse verticalizzazioni, perde il confronto con Tumbarello e spreca una buona iniziativa offensiva. Non riesce mai a dettare i tempi della manovra. Deludente.
Dal 81′ (36′ st) BEVILACQUA s.v. – Spezzone troppo breve per una valutazione significativa.
ACHIK 4,5 – Il rientro dopo oltre un mese non produce gli effetti sperati. Manca lo spunto nell’uno contro uno, sbaglia frequentemente le scelte e resta estraneo alla manovra. Un tentativo dalla distanza rappresenta l’unica iniziativa apprezzabile. Irriconoscibile.
Dal 57′ (12′ st) LONGOBARDI 6,5 – Qualche responsabilità nell’azione del gol ospite, ma anche determinazione e spirito d’iniziativa. Conquista il rigore del pareggio e firma una chiusura provvidenziale nel finale. Decisivo nel momento più delicato.
D’URSI 5 – Si muove molto, ma spreca troppo. Nel primo tempo fallisce una ghiotta opportunità, nella ripresa non sfrutta un’altra situazione favorevole. Cerca la profondità senza trovare precisione nelle conclusioni. La generosità non basta.
LESCANO 5 – Freddo dagli undici metri, inconsistente nel gioco. Non protegge adeguatamente il pallone, fatica a dialogare con i compagni e offre pochi riferimenti offensivi. Troppo prevedibile nei movimenti. Il rigore trasformato non cancella una prova insufficiente.
ALLENATORE VITO DI BARI 4,5 – Esordio deludente. Il 4-4-2 non restituisce equilibrio, l’impiego di Villa sulla destra appare poco funzionale e il centrocampo viene dominato dagli avversari. La squadra si allunga, arretra e non riesce a sviluppare una manovra credibile. Gli interventi dalla panchina producono benefici limitati, con Longobardi protagonista dell’episodio che evita la sconfitta. Il poco tempo a disposizione attenua le responsabilità del tecnico, ma non nasconde la gravità dei problemi. Servono immediatamente organizzazione, intensità e personalità. Parlare oggi di una Salernitana che possa ambire alla promozione o ai posti di alta classifica è una presa per i fondelli. Questa squadra, per quanto dimostrato sul campo, deve sudare sette camicie per conquistare la salvezza. Prima delle ambizioni vengono i risultati, e soprattutto la capacità di dimostrare di essere all’altezza della categoria.
