foto Guglielmo Gambardella
Il cambio dell’allenatore, doveva dare la scossa, invece solo fumo negli occhi. L’encefalogramma di questa squadra resta piatto, immobile, anche con l’avvento di Di Bari in panchina. Contro il Savoia, su quel prato che ha visto battaglie vere e gente pronta a sputare il sangue, s’è vista la solita vergogna, novanta minuti di vuoto spinto, balbettii tattici e la solita armata di fantasmi.Ma sarebbe troppo comodo prendersela solo con chi va in campo. Il marcio parte da sopra, da chi siede comodamente dietro una scrivania e ha allestito un presepe indegno, un’armata Brancaleone fatta di figurine sbiadite, di pastori di scarso valore tecnico e, peggio ancora, completamente privi di attributi. Una costruzione scellerata, figlia di una programmazione dilettantistica che ha calpestato la dignità di una tifoseria intera.
A completare questo quadro di desolazione ci pensa la gestione societaria fuori dal campo, fotografata impietosamente dal comunicato ufficiale dello stesso Savoia Calcio. Mentre i tifosi granata hanno dato l’ennesima lezione di civiltà e passione vera, accogliendo splendidamente gli ospiti e facendoli sentire benvenuti, chi guida la nostra società è riuscito a distinguersi per una totale mancanza di rispetto, educazione e basilare ospitalità istituzionale, lasciando il signor Pagano isolato nella sua comoda poltroncina in tribuna autorità. Un dilettantismo imbarazzante che calpesta il prestigio e lo stile che Salerno merita.
Attaccanti isolati e lasciati allo sbaraglio, corsie spuntate, un’indolenza disarmante e una reazione di puro nervosismo arrivata solo nel finale, quando il cronometro urlava la nostra disperazione. Troppo poco, troppo tardi.
Basta con gli alibi e le carezze, chi ha assemblato questa rosa e chi la indossa senza avvertirne il peso deve capire una volta per tutte dove si trova. La Salernitana non è una passerella per svernare, Salerno non è una piazza che dimentica.
Avete svuotato il senso di appartenenza, avete calpestato la nostra storia e la nostra fede. Allora diciamolo chiaro, senza filtri e senza sconti, mercenari.
A chi governa la baracca e a chi scende in campo senza un grammo d’orgoglio diciamo una sola cosa, tirate fuori le palle o levatevi di mezzo. Il tempo delle giustificazioni è scaduto, e noi non vi perdoneremo più nulla.
