foto Guglielmo Gambardella
Come prima, più di prima… La Salernitana questa volta rischia seriamente di abbandonare i professionisti conseguendo il record di 3 retrocessioni in 4 anni. Squadra priva di identità, mal costruita e gestita, vittima di un’involuzione sempre più evidente, incapace di reagire ed in preda ad uno stato di inerzia totale. Ci sarebbe il tempo per rimediare dando fiducia ad un tecnico appena arrivato che, tuttavia, dovrà imparare a derogare dal proprio credo: ad esempio impartire il pressing alto a questa squadra che ha evidenti limiti tecnici e fisici. Di Bari avrebbe bisogno di un diesse che derogasse dai propri “boys” in campo per essere libero mentalmente ed incondizionato nell’effettuare le solite, classiche sostituzioni e scelte iniziali. Occorre già selezionare il gruppo per affrontare al meglio le prossime gare di campionato e limitare i danni, in attesa del calciomercato (che si preannuncia rivoluzionario). Tecnico, diesse ed un direttore generale: uomini di calcio e non di mondo, pronti a fare di tutto per poter salvare il salvabile e rimettere in rotta una nave che sta prendendo, lentamente ma inesorabilmente la deriva. Soprattutto occorrerebbe una nuova proprietà in grado di dare slancio ma sopratutto serenità. Urge muoversi scompostamente, come diceva Iervolino al momento dell’insediamento a Salerno. Questa volta per liberarsi del patron e dare vita ad uno nuovo ciclo: fate presto, perché la Salernitana, a due punti dai play out, come paventato dopo due ritiri farsa, rischia di perdere il professionismo.
