La sconfitta di Crotone non è un semplice incidente di percorso, è la certificazione di un fallimento generale che non lascia spazio ad alcuna giustificazione. Quanto visto in campo è l’inevitabile risultato di una catena di responsabilità che parte dall’alto e travolge ogni componente del progetto sportivo. Non ci sono scuse, non ci sono attenuanti, non ci sono alibi a cui aggrapparsi. La disfatta di Crotone non è un episodio sfortunato, ma il verdetto spietato e inopinabile di una realtà che ormai è sotto gli occhi di tutti. Questa Salernitana è una nave alla deriva, affondata da un’inadeguatezza diffusa che parte dalla dirigenza e finisce sul terreno di gioco. .Le responsabilità principali risiedono in alto, la società ha avallato e il Direttore Sportivo Faggiano ha eseguito: il risultato è sotto gli occhi di tutti. È stata allestita una rosa a dir poco scarsa, priva di logica, di qualità tecnica e di struttura per affrontare degnamente un campionato di vertice e forse anche competitivo. Faggiano ha la colpa grave ed imperdonabile di aver accettato di costruire un organico così carente, infarcito di scommesse perse e lacune strutturali evidenti fin dal primo giorno di raduno, chi ha firmato questa rosa deve assumersi la responsabilità materiale di questo disastro. In questa voragine è caduto anche Serse Cosm, l’uomo della grinta, del carattere e della garra oggi appare l’ombra di sé stesso, forse giunto al definitivo bivio di una carriera che sembra aver smarrito la sua carica migliore. Cosmi non riesce più a trasmettere quel fuoco sacro indispensabile per incendiare gli animi e sopperire ai limiti tecnici. La sua gestione appare impotente, incapace di dare un’identità o una reazione d’orgoglio a un gruppo che vaga per il campo senza meta. Infine loro, i calciatori, quelli che scendono in campo e disonorano la storia e la passione di una piazza intera. Prestazioni superficiali, assenza totale di attributi, mancanza di rispetto per i colori che indossano. Questi calciatori stanno dimostrando di essere totalmente indegni di portare sul petto lo stemma della Salernitana. Chi non ha la rabbia agonistica e la consapevolezza del peso di questa maglia, può accomodarsi fuori. Salerno merita sudore, sacrificio e dignità: elementi che questa squadra, oggi, non sa nemmeno cosa siano.
È il momento che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. La pazienza è finita.
