foto Guglielmo Gambardella
Quando una formazione presenta gravi carenze strutturali per qualità dei singoli o mancanze di alternative, il passo più logico, per un allenatore, è effettuare il passaggio al 4-4-2. La difesa a 4 consente di avere maggiore copertura sugli esterni. In mediana, i due centrocampisti centrali assicurano schermo protettivo dinnanzi alla difesa ed i due esterni di centrocampo devono essere in grado di coprire ed attaccare avendo sempre il sostegno in sovrapposizione dell’esterno basso, in catena, per creare la superiorità numerica. In attacco la classica coppia composta da un giocatore prima punta ed un attaccante brevilineo bravo a gettarsi negli spazi. Il problema nasce nelle variabili dalla panchina e nelle capacità del tecnico di apportare modifiche in corso d’opera per cambiare le sorti di una gara, soprattutto in situazioni di svantaggio. In tal senso Cosmi mostra di essere integralista sia nella preparazione della gara che nell’impatto sulla stessa al netto del grande ausilio ricevuto da suo secondo Scurto. Alla cenerentola del campionato è bastato impostare il match sui pregi e difetti noti dei granata, affrontando per intensità, a tutta birra, i primi 22′ minuti per ritrovarsi in doppio vantaggio e, addirittura, conservare (soffrendo poco o nulla) in inferiorità numerica (per un tempo e mezzo) il risultato. Appiattimento del modulo su uno spartito immutato e scarso tournover sono i limiti manifestati da un allenatore che, in tal modo, mostra già di non fidarsi di una buona fetta di giocatori a disposizione: non proprio un dettaglio a più di due mesi e mezzo dall’apertura della campagna rafforzamento…
