foto Guglielmo Gambardella
La Salernitana sprofonda al “Curcio”, travolta 3-0 dal Picerno nell’undicesima giornata di Serie C. Gemignani, Abreu e Pugliese firmano una sconfitta che mette a nudo le profonde carenze tecniche, tattiche e caratteriali della formazione granata. Una prestazione inaccettabile, con responsabilità diffuse e una panchina sempre più in discussione.
PAGELLE SALERNITANA
GALEOTTI 4 – Incerto, vulnerabile e privo della necessaria autorevolezza. La respinta sul primo gol favorisce Gemignani, mentre sul raddoppio di Abreu e sulla conclusione di Pugliese non offre risposte convincenti. Tre reti subite e una sicurezza mai trasmessa al reparto.
PIERACCINI 3,5 – Prestazione disastrosa sotto il profilo tattico. Sbaglia letture, distanze e tempi d’intervento. Sul vantaggio lucano si fa trovare impreparato, contribuendo allo squilibrio difensivo. L’ammonizione completa una serata da dimenticare.
CELIENTO 4 – In costante affanno contro la mobilità degli attaccanti avversari. Abreu lo mette ripetutamente in difficoltà, evidenziandone i limiti nelle marcature e negli interventi preventivi. Non riesce mai a governare la retroguardia.
ANASTASIO 3 – Il peggiore del pacchetto arretrato. Kanoute lo supera con irrisoria facilità, mentre in occasione del vantaggio del Picerno perde completamente il riferimento difensivo. Errori individuali, disattenzioni e una fragilità preoccupante. Una prova da cancellare.
LLANO 6 – L’unico a meritare la sufficienza. Attacca la profondità, cerca la conclusione e mantiene un’intensità sconosciuta a buona parte dei compagni. Serve anche un pallone invitante a Bevilacqua. Predica praticamente da solo.
Dal 36′ st BONCORI SV – Ingresso troppo tardivo per incidere su una partita ormai compromessa.
TASCONE 4,5 – Parte con personalità e costringe Marcone a un intervento impegnativo. Poi perde progressivamente precisione e continuità, finendo risucchiato nella mediocrità generale. Troppo poco per un centrocampista chiamato a garantire equilibrio.
Dal 21′ st DE BOER 5 – Prova a restituire ordine a una mediana ormai allo sbando. Qualche giocata pulita, ma nessuna svolta concreta.
VITALE 3,5 – Un centrocampo senza filtro porta inevitabilmente anche la sua firma. Dopo qualche verticalizzazione iniziale sparisce dalla manovra, perde i confronti e lascia spazi enormi agli inserimenti avversari. Prestazione gravemente insufficiente.
VILLA 4 – Qualche iniziativa offensiva non cancella una partita povera di contenuti. Cross imprecisi, scarsa incisività e insufficiente attenzione nelle transizioni. Non riesce a garantire né copertura né superiorità sulle corsie.
D’URSI 3 – Una prestazione compromessa da un errore gravissimo. La giocata che consegna il pallone ad Abreu nell’azione del raddoppio è lo specchio di una serata da incubo. In attacco non produce soluzioni, tra le linee non trova spazio. Impalpabile e dannoso.
CARDONI 3,5 – La scelta di schierarlo dall’inizio non produce alcun beneficio. Fatica a trovare posizione, non accompagna efficacemente la manovra e non lascia tracce significative negli ultimi trenta metri. Un’occasione completamente sprecata.
Dall’8′ st LONGOBARDI 5 – Almeno tenta di scuotere una squadra paralizzata. Cerca la conclusione dopo un’iniziativa personale e nel recupero sfiora la rete di testa. Volontà apprezzabile, rendimento comunque insufficiente.
LESCANO 3 – Il centravanti che dovrebbe rappresentare il riferimento offensivo diventa un elemento marginale. Non riesce a liberarsi, non trova conclusioni pericolose e non offre soluzioni ai compagni. La sua crisi realizzativa è ormai un problema strutturale.
Dal 21′ st BEVILACQUA 4 – Ha l’opportunità di riaprire parzialmente la partita, ma spreca di testa una buona occasione. Sul pallone allontanato dopo il calcio d’angolo da cui nasce il terzo gol manca inoltre la necessaria precisione. Ingresso deludente.
ALLENATORE SERSE COSMI 3 – Il risultato è pesantissimo, ma è soprattutto la prestazione a rendere indifendibile la gestione tecnica. La Salernitana comincia discretamente, poi si disunisce alla prima difficoltà, mostrando una sconcertante incapacità di reagire. Squadra lunga, centrocampo inconsistente, difesa vulnerabile e attacco privo di riferimenti. I cambi non modificano l’andamento dell’incontro e le fragilità collettive continuano a ripresentarsi. Le responsabilità non possono ricadere esclusivamente sull’allenatore, ma la sua posizione appare inevitabilmente compromessa. Una sconfitta che impone alla società valutazioni immediate e profonde.
